Dolo eventuale e colpa cosciente

Penale d'impresa

Parliamo contemporaneamente di dolo eventuale e colpa coscienze perché entrambi hanno diversi elementi in comune, ma analizziamoli prima singolarmente.

Il “dolo eventuale” (o indiretto), costituisce la forma più lieve del dolo e fa parte delle tre classificazion: dolo intenzionale (o diretto di primo grado); dolo diretto (o di secondo grado); dolo indiretto (o eventuale).

Si ha dolo eventuale qualora il soggetto agisca senza il fine vero e proprio di commettere il reato, (altrimenti agirebbe con dolo intenzionale) ma con obbligo di prevederlo come conseguenza negativa possibile.

Ad esempio: se Tizio è disturbato da un gruppo di ragazzi che schiamazzano in strada, lancia contro di essi dal balcone della propria abitazione una bottiglia di vetro, pur prevedendo la possibilità di eventuali ferimenti e colpendo di fatto un ragazzo. Occorre quindi che l’agente preveda la concreta possibilità del verificarsi dell’evento lesivo, in questo caso Tizio prima di lanciare la bottiglia, aveva dovuto prevedere la possibilità di colpire concretamente un ragazzo.

Quindi, dolo eventuale, verrà in rilievo tutte le volte in cui il soggetto agente realizzerà un fatto tipico, il quale non costituisce necessariamente una conseguenza certa o probabile, ma dovrà prevederla come tale e nonostante ciò agirà accettando il rischio che possa verificarsi.

La “colpa cosciente” (o con previsione), che rappresenta, invece, la forma più grave della colpa, si ha in tutte quelle ipotesi in cui l’agente, che ugualmente si profila la possibilità del verificarsi dell’evento, agisce con la sicura convinzione che esso non si verificherà, non c’è quindi accettazione del rischio.

Ad esempio: Tizio decide di guidare la propria automobile percorrendo una strada ad altissima velocità, confidando quindi nelle proprie doti di guidatore, immaginando la possibilità che, causalmente, qualcuno possa attraversare improvvisamente la strada, ma credendo tuttavia di essere in grado di gestire tale rischio, egli quindi non teme che dalla tale condotta criminosa possa scaturire un evento criminoso come la lesione o addirittura la morte di un soggetto che accidentalmente attraversa la strada. Sfortunatamente un pedone sbuca all’improvviso e Tizio, pur provando ad arrestare il veicolo tempestivamente, la investe.

Da tale esempio, appare quindi evidente che Tizio abbia confidato troppo nelle proprie capacità e nella propria valutazione circa la possibilità o meno che un fatto si realizzi come conseguenza della sua azione e quindi quando agisce è pienamente convinto che il fatto non si verificherà.

Nella colpa cosciente è presente quindi l’elemento rappresentativo del fatto, mancando invece quello volitivo, e così un soggetto risponderà a titolo di colpa cosciente quando si sia rappresentato la possibilità che dalla propria condotta possa scaturire il verificarsi di un evento criminoso, ma confidando nel mancato accadimento di esso, agisce ugualmente.

 

Come accennato inizialmente, dolo eventuale e colpa cosciente hanno molti elementi in comune: in entrambi la condotta è diretta a realizzare altri scopi; in entrambi si determina il verificarsi di un accadimento o evento che non è direttamente preso di mira, ma solo previsto come conseguenza accessoria della condotta principale; ed in entrambi il soggetto agisce prevedendo come probabile il verificarsi di un evento non preso di mira inizialmente.

 

 

 

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Barbara Buonaiuto
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Dottoressa in Giurisprudenza;

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