Il Lavoro può uccidere? la Cassazione dice Si!

Lavoro

Il Lavoro può uccidere? Se anche tale domanda può provocare dubbi ci ha pensato la Corte di Cassazione a riconoscere il «superlavoro» come causa di morte di un tecnico radiologo in servizio all’ospedale Basilotta di Nicosia, ritenendo responsabile l’Asp di Enna. Per la Cassazione, nel lavoro ospedaliero connotato da costanti carenze di organico, non è «accettabile riversare sui dipendenti tutto l’onere di garantire le prestazioni sanitarie ai pazienti». Devono essere il servizio sanitario e l’Asp di competenza ad organizzare il lavoro in modo da garantire l’utenza e l’integrità psico- fisica di medici ed operatori sanitari. La Corte di Cassazione, dopo 10 anni di processi, riconosce che i turni eccessivi sostenuti negli ospedali dove l’organico è carente «possono uccidere».Nel procedimento i giudici ricordano le cifre del «superlavoro»: dal 1991 al 1998 (data del decesso del tecnico) i quattro tecnici di radiologia avevano effettuato 148.513 esami, una media di 18.564 annui, più quelli del servizio di tomografia computerizzata, 662 l’anno; lo svolgimento di turni di pronta disponibilità notturna e festiva e di pronta disponibilità diurna in eccesso rispetto ai limiti previsti dalla contrattazione collettiva vigente. E sulle cause del decesso la Cassazione scrive che «un’eventuale predisposizione costituzionale del soggetto», deceduto per una cardiopatia ischemica silente, «non possa elidere l’incidenza concausale, anche soltanto ingravescente, dei nocivi fattori esterni individuabili in un superlavoro fisico e psichico, quale quello documento in atti». In primo grado il Tribunale aveva dato ragione agli eredi, la Corte d’appello aveva invece riformato la sentenza. La Corte di Cassazione, valutando inammissibile il ricorso accidentale, ha ritenuto passata in giudicato la condanna dell’Asp al pagamento al giusto indennizzo e ha rinviato alla Corte d’appello di Palermo per «provvedere anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità».

Anche questa Storia farà Giurisprudenza, dando molte tutele ai lavoratori.
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Gianmarco De Falco

De Falco Gianmarco è un Praticante Avvocato del Foro di Nola (NA). Collabora presso lo Studio Legale Nazionale Guarino&Associati, specializzato in Diritto Civile, Fashion Law e Diritto della Proprietà Intellettuale ed Industriale. Ha acquisito, inoltre, il Titolo accademico presso l'Università Federico II di Perfezionato In "Legislazione Penale Minorile" con votazione eccellente. Esperto in Diritto Sportivo. Redattore anche presso altre Riviste Giuridiche.

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